Malattia Minima Residua (MRD) per la Sorveglianza delle Recidive nel Carcinoma a Cellule Chiare del Rene Non Metastatico a Rischio Intermedio e Alto: Studio Osservazionale Prospettico di Coorte Diagnostica
Molecular And Translational Oncology - 41 Ciclo
Rocco Damiano
Wu Zhenjie
Il carcinoma a cellule chiare del rene (ccRCC) non metastatico recidiva in circa il 20% dei casi entro 5 anni dalla chirurgia radicale. Attualmente, non esistono biomarcatori liquidi approvati per il carcinoma renale (RCC), il che rende la rilevazione precoce delle recidive nei pazienti non metastatici (M0) trattati chirurgicamente dipendente esclusivamente dall’imaging radiologico. I protocolli attuali di follow-up postoperatorio, schematici e al massimo basati su punteggi di rischio di recidiva, risultano subottimali per l'identificazione precoce delle recidive, che potrebbero invece essere suscettibili di trattamento curativo. Le biopsie liquide rappresentano una classe emergente di test diagnostici oncologici basati su biomarcatori tumorali nei fluidi corporei, come ad esempio il DNA tumorale circolante (ctDNA). Studi recenti hanno indagato la possibilità di rilevare la MRD mediante analisi del ctDNA in pazienti affetti da vari tumori solidi, e sono in corso numerosi trial clinici in questo ambito. Diversi studi su differenti tipi di tumore hanno documentato un significativo anticipo nella rilevazione delle recidive attraverso il monitoraggio seriale del ctDNA rispetto alla sorveglianza standard.
Obiettivo:
Esplorare se la MRD possa rilevare in modo non invasivo le recidive nel RCC non metastatico (M0).