Biomarcatori prognostici e diagnostici per i tumori della testa e del collo di origine sconosciuta (HNCUP)
Scienze Tecniche E Delle Professioni Sanitarie Applicate Alla Sanità Pubblica - 42 Ciclo
Eugenia Allegra
Non presente
I carcinomi della testa e del collo di origine sconosciuta (HNCUP) rappresentano il 2–5% di tutte le neoplasie di questo distretto anatomico. Si manifestano clinicamente come metastasi linfonodali cervicali senza che l’iter diagnostico standard identifichi il tumore primario. Questa condizione complica la stadiazione e costringe i clinici a trattamenti empirici ad ampio campo, associati ad un’elevata tossicità per il paziente. In questo scenario, l’Epstein-Barr Virus (EBV) emerge come un driver oncogenico cruciale, fortemente associato al carcinoma rinofaringeo. La positività a EBV nelle metastasi rappresenta una firma biologica specifica che indirizza la ricerca del tumore occulto verso la mucosa del rinofaringe. Parallelamente, la positività per HPV ad alto rischio valutata mediante p16 immunoistochimica e test molecolari per HPV-DNA può orientare la diagnosi verso un’origine tumorale orofaringea, anche in assenza di una lesione primitiva macroscopicamente evidente. Lo scopo di questo progetto è validare un protocollo diagnostico e prognostico integrato basato su biomarcatori virali e molecolari nei pazienti con HNCUP, combinando l’analisi del tessuto tumorale con approcci di biopsia liquida.
L’obiettivo primario è dimostrare come l’identificazione dell’infezione latente da EBV, mediante EBER-ISH e immunoistochimica per LMP1, insieme alla valutazione dell’EBV-DNA plasmatico, possa contribuire a identificare i casi riconducibili a carcinoma rinofaringeo occulto, riducendo i tempi diagnostici ed evitando procedure bioptiche estese o non necessarie. In parallelo, il progetto intende valutare il ruolo dei biomarcatori HPV-correlati, quali p16 e HPV-DNA su tessuto tumorale e HPV-DNA salivare nell’identificazione dei carcinomi orofaringei occulti. Infine, lo studio si propone di valutare il valore prognostico dei biomarcatori virali circolanti, in particolare dell’EBV-DNA plasmatico e dell’HPV-DNA salivare, sia al baseline sia durante il follow-up, come strumenti utili per intercettare precocemente la malattia minima residua e le recidive prima dell’evidenza clinica o radiologica. L’integrazione di marcatori tissutali, plasmatici ed eventualmente salivari potrebbe quindi consentire una migliore stratificazione prognostica, una personalizzazione del trattamento e una sorveglianza più mirata nei pazienti affetti da HNCUP.