Integrazione delle tecnologie digitali nell'autotrapianto dentale: sviluppo e validazione di un protocollo clinico standardizzato mediante pianificazione virtuale tridimensionale, guide chirurgiche e repliche stereolitografiche del dente donatore
Scienze Tecniche E Delle Professioni Sanitarie Applicate Alla Sanità Pubblica - 42 Ciclo
Amerigo Giudice
Non presente
L'autotrapianto dentale (ATD) consiste nel riposizionamento di un dente estratto – generalmente un premolare o un terzo molare parzialmente erotto – in un sito ricevente adeguatamente preparato all'interno dello stesso paziente. Rispetto alle tradizionali protesi fisse o agli impianti osteointegrati, l'ATD offre il vantaggio unico di preservare l'integrità del legamento parodontale (LPD), mantenendo la propriocezione alveolare, la capacità di rimodellamento osseo e la possibilità di una risposta biologica adattativa nel tempo. La letteratura scientifica riporta tassi di sopravvivenza a 5 anni compresi tra il 74% e il 95%, con ampie variazioni legate a fattori tecnici e biologici. Tra le cause principali di insuccesso si annoverano: la riassorbimento radicolare infiammatorio o sostitutivo, la necrosi pulpare non trattata, il trauma meccanico del LPD durante la manovra estrattiva, l'incongruenza morfologica tra dente donatore e sito ricevente, e il prolungato tempo extraorale durante la procedura. L'avvento delle tecnologie digitali in odontoiatria – in particolare la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT), la modellazione tridimensionale (CAD/CAM), la prototipazione rapida mediante stampa 3D e il software di pianificazione virtuale – offre oggi strumenti inediti per superare molte di queste criticità, riducendo la variabilità operatore-dipendente e aumentando la predicibilità clinica dell'ATD.
L'ipotesi centrale del presente progetto è che l'integrazione sistematica di un flusso di lavoro digitale completo – comprendente pianificazione virtuale preoperatoria su CBCT, fabbricazione di guide chirurgiche per la preparazione del sito ricevente e produzione di repliche stereolitografiche del dente donatore per la verifica intraoperatoria dell'adattamento – consenta di ridurre significativamente il tempo extraorale del dente donatore, migliorare la congruenza morfologica tra donatore e sito ricevente, standardizzare la tecnica chirurgica e incrementare i tassi di successo clinico e radiografico a medio termine (12 e 24 mesi).
Obiettivi specifici:
1) Sviluppare e descrivere un protocollo digitale integrato per l'ATD articolato nelle seguenti fasi: (a) acquisizione CBCT del sito donatore e ricevente; (b) segmentazione tridimensionale e sovrapposizione virtuale del dente donatore nel sito ricevente mediante software dedicati (es. Simplant, coDiagnostiX o equivalenti); (c) progettazione e stampa di guide chirurgiche mucosupportate per la preparazione del'alveolo ricevente; (d) fabbricazione di una replica stereolitografica del dente donatore in resina biocompatibile per la verifica preoperatoria dell'adattamento e la riduzione del numero di tentativi di inserimento; (e) documentazione standardizzata dei tempi operatori e intraorali.
2) Condurre uno studio clinico prospettico monocentrico su pazienti adulti candidati all'ATD, confrontando gli esiti clinici e radiografici del protocollo digitale integrato (gruppo sperimentale) rispetto alla tecnica convenzionale senza ausili digitali (gruppo controllo), con follow-up a 6, 12 e 24 mesi.
3) Valutare quantitativamente i seguenti outcome primari e secondari: (a) tempo extraorale totale del dente donatore (outcome primario); (b) vitalità pulpare e/o risposta endodontica post-operatoria valutata mediante test di sensibilità e CBCT; (c) stato del LPD e presenza/assenza di riassorbimento radicolare infiammatorio o sostitutivo a 12 e 24 mesi; (d) stabilità implantare primaria e secondaria valutata con analisi della frequenza di risonanza (RFA); (e) livello osseo crestale peri-dentale misurato su CBCT seriale; (f) soddisfazione del paziente mediante questionari validati (VAS, OHIP-14).
4) Analizzare la riproducibilità e l'accuratezza del flusso digitale, valutando la discrepanza tridimensionale tra la posizione pianificata virtualmente e quella effettivamente ottenuta mediante sovrapposizione CBCT pre e postoperatoria, al fine di quantificare l'errore di trasferimento del piano digitale in clinica.
5) Elaborare e disseminare linee guida cliniche operative standardizzate – corredate da un algoritmo decisionale per la selezione dei casi e la scelta del flusso digitale più appropriato – applicabili in contesti clinici universitari e ospedalieri.
Lo studio adotterà un disegno prospettico controllato. Saranno arruolati pazienti adulti (≥ 18 anni) con indicazione all'ATD afferenti all'Unità Operativa di Chirurgia Orale e/o Odontoiatria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di riferimento. I criteri di esclusione comprenderanno: patologie sistemiche scompensate, terapia anticoagulante non bilanciata, gravidanza, terapia radiante al distretto cervico-facciale e rifiuto del consenso informato. Tutti i pazienti del gruppo sperimentale seguiranno il protocollo digitale integrato descritto. Le acquisizioni CBCT saranno eseguite con parametri standardizzati (FOV 8×8 cm, 0,2 mm voxel). Le guide chirurgiche e le repliche stereolitografiche saranno prodotte mediante stampante 3D a luce UV con resine biocompatibili certificate (ISO 10993). L'analisi statistica prevederà test del chi-quadro, t-test indipendente o Mann-Whitney a seconda della distribuzione delle variabili, con livello di significatività α = 0,05, e analisi della sopravvivenza con curve di Kaplan-Meier.