Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro
Scuola Dottorati
Scuola Dottorati
Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro

Dottorato in

Scienze Tecniche E Delle Professioni Sanitarie Applicate Alla Sanità Pubblica

Coordinatore Claudia Pileggi Igiene generale e applicata claudiapileggi@unicz.it

Il corso di dottorato di ricerca in Scienze Tecniche e delle Professioni Sanitarie applicate alla Sanità Pubblica, attraverso un approccio multidisciplinare e con riferimento alla complessità dell’individuo, prevede la formazione in attività di ricerca nell’ambito delle diverse articolazioni dell’assistenza sanitaria, in coerenza con la mission della Sanità Pubblica. Due gli elementi fortemente caratterizzante il dottorato, l’interesse per la prevenzione, quella vaccinale in particolare e l’attenzione per la categoria dei pazienti cronico-complessi fragili. 

 

Il ruolo della prevenzione vaccinale, quale strumento indispensabile di gestione delle malattie infettive, è incontestabile anche quale determinante di miglioramento delle situazioni cliniche ed epidemiologiche di patologie non trasmissibili e dei loro esiti e per le ricadute economiche a questo connesse. D’altra parte, la transizione epidemiologica, con la maggiore prevalenza di malattie croniche e il progressivo invecchiamento della popolazione rendono, l’attuale impostazione “ospedalo-centrica” dell’assistenza, inadeguata rispetto alla complessità della domanda di salute espressa dai pazienti cronici complessi e fragili. In tale contesto, si rende necessaria la costruzione di una rete assistenziale stretta ma flessibile che realizzi l’indispensabile integrazione ospedale-territorio che può nascere solo dalla collaborazione di figure professionali, specificamente formate ad utilizzare un approccio multidisciplinare nella presa in carico globale del paziente. La formazione dei dottorandi sarà, pertanto, organizzata in modo da fornire gli strumenti ottimali per la valutazione multidimensionale del paziente e per lavorare in equipe, strutturando le attività formative nell’ambito di un’organizzazione multiprofessionale, capace di integrare le diverse competenze e abilita di ogni figura alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.


  • Ciclo: XLII
  • Anno Accademico: 2026/2027
  • Area: Area biomedica-farmacologica
  • Posti disponibili: 9
  • Durata: 3 Anni
  • Dipartimento: DSS
  • Bando: Link al Bando

Contatti:

Prof.ssa Claudia Pileggi – email: claudiapileggi@unicz.it
Dott.ssa Mariarita Putrone – email: scuoladottorati@unicz.it
 

Coordinatore
Claudia Pileggi
claudiapileggi@unicz.it
Attività / Docente Anno Semestre CFU/ORE Periodo
Principi Di Statistica Medica
Gianfranco Di Gennaro
Primo 1/8

 

Metodologie Per La Progettazione Di Studi Epidemiologici
Carmelo Nobile
Primo 1,5/12

 

Revisioni Sistematiche E Meta-analisi: Metodi Statistici E Interpretazione Dei Risultati
Claudia Pileggi
Primo 1,5/12

 

Sorveglianza E Dinamica Delle Infezioni Di Rilevanza In Sanità Pubblica
Angela Quirino
Primo 1,5/12

 

La Microbiologia Molecolare Applicata Alla Diagnosi Clinica
Nadia Marascio
Primo 1,5/12

 

La Sicurezza Delle Cure
Luca Gallelli
Primo 1/8

 

Come Disegnare Uno Studio Scientifico
Maria Cristina Caroleo
Secondo 1,5/12

 

La Fragilità E Il Rischio Operatorio
Michele Ammendola
Secondo 1,5/12

 

Ruolo Dell’Heart Team Nella Gestione Del Paziente Cardiopatico “fragile”: Valutazione Multidisciplinare E Multifunzionale
Giuseppe Santarpino
Secondo 1,5/12

 

Sviluppo E Valutazione Di Strategie Innovative Per La Vaccinazione Di Popolazioni Vulnerabili
Claudia Pileggi
Secondo 1,5/12

 

Il Counseling Infermieristico Da Remoto Quale Strumento Di Gestione Del Rischio Clinico: L’esempio Delle Malattie Infiammatorie Intestinali
Patrizia Doldo
Secondo 1,5/12

 

Applicazioni Cliniche Innovative Nelle Scienze Odontostomatologiche: Diagnosi, Prevenzione, Trattamento E Riabilitazione Delle Patologie Del Cavo Orale
Amerigo Giudice
Terzo 1,5/12

 

Scienze Delle Disabilità Della Comunicazione, Della Deglutizione E Dell’olfatto.
Eugenia Allegra
Terzo 1/8

 

Sviluppo E Validazione Di Un Test Diagnostico: L’esempio Del Digit In Noise Test
Giuseppe Chiarella
Terzo 1/8

 

La Gestione Operativa In Sanità
Carmelo Nobile
Terzo 1,5/12

 

Innovazioni Digitali Per La Gestione Del Diabete: Metodologie, Evidenze E Impatti Clinici
Concetta Irace
Terzo 1,5/12

 

Applicazioni Cliniche E Aspetti Organizzativo-gestionali Della Diagnostica Per Immagini E Radioterapia
Cataldo Bianco
Terzo 1/8

 

Data Titolo
Biomarcatori prognostici e diagnostici per i tumori della testa e del collo di origine sconosciuta (HNCUP)

I carcinomi della testa e del collo di origine sconosciuta (HNCUP) rappresentano il 2–5% di tutte le neoplasie di questo distretto anatomico. Si manifestano clinicamente come metastasi linfonodali cervicali senza che l’iter diagnostico standard identifichi il tumore primario.  Questa condizione complica la stadiazione e costringe i clinici a trattamenti empirici ad ampio campo, associati ad un’elevata tossicità per il paziente.  In questo scenario, l’Epstein-Barr Virus (EBV) emerge come un driver oncogenico cruciale, fortemente associato al carcinoma rinofaringeo. La positività a EBV nelle metastasi rappresenta una firma biologica specifica che indirizza la ricerca del tumore occulto verso la mucosa del rinofaringe. Parallelamente, la positività per HPV ad alto rischio valutata mediante p16 immunoistochimica e test molecolari per HPV-DNA può orientare la diagnosi verso un’origine tumorale orofaringea, anche in assenza di una lesione primitiva macroscopicamente evidente. Lo scopo di questo progetto è validare un protocollo diagnostico e prognostico integrato basato su biomarcatori virali e molecolari nei pazienti con HNCUP, combinando l’analisi del tessuto tumorale con approcci di biopsia liquida.
L’obiettivo primario è dimostrare come l’identificazione dell’infezione latente da EBV, mediante EBER-ISH e immunoistochimica per LMP1, insieme alla valutazione dell’EBV-DNA plasmatico, possa contribuire a identificare i casi riconducibili a carcinoma rinofaringeo occulto, riducendo i tempi diagnostici ed evitando procedure bioptiche estese o non necessarie. In parallelo, il progetto intende valutare il ruolo dei biomarcatori HPV-correlati, quali p16 e HPV-DNA su tessuto tumorale e HPV-DNA salivare nell’identificazione dei carcinomi orofaringei occulti. Infine, lo studio si propone di valutare il valore prognostico dei biomarcatori virali circolanti, in particolare dell’EBV-DNA plasmatico e dell’HPV-DNA salivare, sia al baseline sia durante il follow-up, come strumenti utili per intercettare precocemente la malattia minima residua e le recidive prima dell’evidenza clinica o radiologica. L’integrazione di marcatori tissutali, plasmatici ed eventualmente salivari potrebbe quindi consentire una migliore stratificazione prognostica, una personalizzazione del trattamento e una sorveglianza più mirata nei pazienti affetti da HNCUP.

Tutor: Eugenia Allegra Dottorando: Non presente
Correlati pre-operatori dei pattern di regressione spaziale dopo immunoterapia neoadiuvante nel carcinoma squamocellulare della testa e del collo (HNSCC)

L'immunoterapia neoadiuvante sta rivoluzionando la gestione del carcinoma squamocellulare della testa e del collo (HNSCC) localmente avanzato. Tuttavia, la risposta tumorale è spesso eterogenea e non uniforme, mostrando complessi pattern di regressione spaziale (es. regressione periferica vs. centrale, isole tumorali sparse o restringimento concentrico). Attualmente, l'imaging pre-operatorio convenzionale non riesce a prevedere accuratamente queste dinamiche spaziali, portando spesso a sovra- o sotto-resezioni durante la chirurgia successiva. Identificare i correlati clinici, radiologici e molecolari pre-operatori è un approccio altamente innovativo e clinicamente urgente. Permetterà infatti di mappare e anticipare l'esatta topografia della risposta tumorale, aprendo la strada a una pianificazione chirurgica più sicura, mirata alla preservazione d'organo e realmente personalizzata.

Scopi del progetto

1)Caratterizzare i pattern di regressione spaziale. Mappare e classificare i pattern istopatologici di regressione spaziale del tumore nei pezzi chirurgici di pazienti con HNSCC trattati con immunoterapia neoadiuvante.

2) Identificare i correlati pre-operatori. Correlare questi pattern di regressione con i dati pre-operatori, inclusi i parametri radiomici (TC/RM/PET), i linfociti infiltranti il tumore (TILs) e i biomarcatori da biopsia liquida.

3) Prevedere i margini chirurgici. Sviluppare un modello predittivo che utilizzi i correlati pre-operatori per anticipare i confini del tumore post-immunoterapia, ottimizzando i margini chirurgici e la conservazione degli organi.

Tutor: Eugenia Allegra Dottorando: Non presente
Immunonutrizione e Microambiente dei Tumori Solidi Gastrointestinali in Pazienti sottoposti ad Intervento Chirurgico Radicale

Lo stato nutrizionale è fortemente correlato alla difesa immunitaria di un paziente influendo di molto i risultati e gli outcomes clinici di un trattamento chirurgico.

Inoltre, i dati in letteratura indicano che il sistema immunitario gioca un ruolo importante nel microambiente tumorale per la neoangiogenesi e linfoangiogenesi, processi fondamentali per l’evoluzione infiammatoria, per la crescita e la progressione tumorale. In questo progetto, noi vogliamo valutare nel microambiente tumorale interessato ed asportato chirurgicamente, le correlazioni tra lo stato nutrizionale e la densità microvasale ematica/linfatica e nuovi fattori pro-linfo/angiogenetici rilasciati dalle cellule stromali del sistema immunitario (Mastociti, Macrofagi, Linfociti). Successivamente, si effettuerà una valutazione e verifica dei risultati (tissutali o sierici) con i vari strumenti di laboratorio a disposizione (Immunoistochimica, Sistema di Analisi delle Immagini a vari ingrandimenti, ImmunoCap System, Mutazioni Genetiche, Amplificazione del DNA, etc). Infine, si effettuerà un' Analisi Statistica per la significatività dei risultati. I nostri obiettivi sono quelli di dimostrare una possibile correlazione tra uno dei fattori pro-linfo/angiogenetici del sistema immunitario e la densità dei nuovi vasi ematici e linfatici. In questo modo, i nostri dati potranno suggerire un importante ruolo della immunonutrizione verso uno dei fattori nei processi linfo/angiogenetici e introdurre nuove strategie terapeutiche nutrizionali, anti-angi/linfoangiogenetiche, scoprire possibili nuovi fattori prognostici e predittivi di flogosi e radicalità chirurgica, possibile significato biologico di cancerogenesi, possibili nuovi studi molecolari e genetici.

Tutor: Michele Ammendola Dottorando: Non presente
Neuroinfiammazione e risposta gliale in modelli cellulari in vitro: meccanismi patogenetici comuni a diverse condizioni del SNC e strategie preventive e terapeutiche

La neuroinfiammazione non rappresenta un semplice epifenomeno, ma un driver attivo nella progressione di numerose patologie del sistema nervoso centrale. L’attivazione persistente di microglia e astrociti genera un microambiente neurotossico caratterizzato da iperproduzione di citochine, stress ossidativo, disfunzione mitocondriale e alterazione della barriera emato-encefalica. Questo processo patogenetico è trasversale a condizioni clinicamente distinte quali la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla, i disturbi dello spettro autistico, il dolore neuropatico cronico, la depressione e altri disturbi del tono dell’umore, suggerendo l’esistenza di meccanismi molecolari condivisi.

Il progetto si propone di studiare, mediante modelli cellulari in vitro, i meccanismi comuni e patologia-specifici della neuroinfiammazione, di identificare una firma molecolare neuroinfiammatoria e di valutare l’efficacia modulatoria di composti nutraceutici, di sintesi e/o metaboliti del microbiota intestinale. Saranno utilizzate colture di neuroni, microglia e astrociti (murini o umani eventualmente derivati da iPSC), in colture singole e co-colture 2D microglia-astrociti-neuroni.

Obiettivi specifici: 1) Allestire e validare modelli in vitro di neuroinfiammazione mediante stimoli rappresentativi di diverse condizioni patologiche del SNC (LPS, TNF-α, IL-1β, oligomeri di β-amiloide, α-sinucleina aggregata, H₂O₂); 2) Caratterizzare la risposta neuroinfiammatoria per ciascun modello, valutando citochine (IL-6, TNF-α, IL-1β, MCP-1), mediatori (COX-2, iNOS, NF-κB, NLRP3), stress ossidativo e danno neuronale secondario; 3) Modulare la risposta infiammatoria con metaboliti del microbiota (butirrato, propionato) e composti nutraceutici, con analisi dose-risposta e identificazione dei meccanismi d’azione (Nrf2, NF-κB, NLRP3); 4) Isolare e caratterizzare vescicole extracellulari (EVs) da microglia attivata, valutandone il contenuto proteico e in miRNA, l’effetto neurotossico su neuroni naive e la modulazione dopo trattamento nutraceutico e/o farmacologico; 5) Identificare una firma neuroinfiammatoria comune mediante analisi bioinformatica multivariata dei dati multiparametrici, con eventuale correlazione con dati clinici di pazienti affetti da patologie neuropsichiatriche.

Metodologia: saggi di vitalità cellulare; dosaggio di citochine (ELISA, multiplex); analisi dell’espressione genica (RT-qPCR); Western blot e immunofluorescenza per marcatori proteici (Iba1, GFAP, CD68, NLRP3); citofluorimetria per marcatori di membrana; valutazione dello stress ossidativo e della funzione mitocondriale; caratterizzazione delle EVs; analisi bioinformatica multivariata.

Innovatività: L’integrazione tra modelli cellulari multipatologia, identificazione di una firma neuroinfiammatoria comune e valutazione di strategie terapeutiche a basso impatto (nutraceutici, metaboliti del microbiota) rappresenta un approccio originale con forte potenziale traslazionale verso la prevenzione e il monitoraggio di condizioni neurologiche e/o psichiatriche croniche.

Tutor: Maria Cristina Caroleo Dottorando: Non presente
Terapie incretiniche come modulatori dei sistemi di ricompensa nell’obesità: studio traslazionale dei fenotipi neurocomportamentali

L’obesità rappresenta oggi uno dei principali fenomeni di sanità pubblica a livello globale, per la sua crescente prevalenza, la natura cronica e multifattoriale e l’associazione con numerose complicanze metaboliche, cardiovascolari, oncologiche e psicosociali. Il suo impatto si traduce in un rilevante carico per i sistemi sanitari, sia in termini di costi diretti legati alla gestione clinica delle comorbidità, sia in termini di costi indiretti dovuti a ridotta produttività, disabilità, assenteismo e perdita di qualità di vita. La sua complessità non può tuttavia essere ridotta al solo eccesso ponderale o al bilancio calorico, poiché il cibo rappresenta anche una fonte di gratificazione, regolazione emotiva, motivazione e interazione sociale. In tale contesto, il successo terapeutico dovrebbe essere interpretato non esclusivamente in termini di perdita di peso, ma anche come modificazione dei meccanismi neurocomportamentali coinvolti nel craving, nella salienza del cibo, nell’impulsività, nel tono edonico e nella regolazione del comportamento alimentare.

Gli agonisti del recettore del GLP-1 e i doppi agonisti incretinici hanno profondamente modificato il trattamento dell’obesità e del diabete mellito di tipo 2. Tuttavia, i loro effetti non sembrano limitarsi ai meccanismi metabolici periferici, poiché crescenti evidenze suggeriscono un’azione sui circuiti cerebrali implicati nell’appetito, nella ricompensa e nei comportamenti motivazionali. Tali terapie possono indurre una riduzione adattativa del desiderio di cibo e del cosiddetto food noise, ma potrebbero anche determinare risposte eterogenee, comprendenti eccessiva riduzione della gratificazione, tratti restrittivi o anedonici, agitazione/attivazione comportamentale, spostamento della ricerca di ricompensa verso domini non alimentari o insufficiente adattamento centrale associato a scarsa risposta ponderale.

Obiettivo del progetto è identificare fenotipi neurocomportamentali di modulazione della ricompensa dopo l’avvio di terapia con agonisti del recettore del GLP-1 o doppi agonisti incretinici in adulti con obesità, con o senza diabete mellito di tipo 2. Lo studio integrerà una coorte clinica prospettica controllata, valutazioni psicometriche, misure del food noise, compiti digitali funzionali, risonanza magnetica funzionale, analisi genetiche esplorative e un modello preclinico parallelo.

Gli obiettivi specifici saranno: 1) caratterizzare longitudinalmente le modificazioni di food noise, craving alimentare, ricerca di ricompense non alimentari, impulsività, anedonia, agitazione e regolazione comportamentale; 2) valutare se tali profili corrispondano a specifici pattern di attivazione dei circuiti limbico-striatali e prefrontali mediante fMRI; 3) indagare in un modello preclinico i meccanismi comportamentali e neurobiologici alla base dei profili adattativi e maladattativi; 4) identificare predittori clinici, comportamentali, neurofunzionali e genetici dei fenotipi osservati e della risposta al trattamento.

I partecipanti saranno valutati al basale, a 6 settimane, a 3 mesi e a 6 mesi. L’endpoint principale sarà l’identificazione, a 6 mesi, di fenotipi di modulazione della ricompensa, quali riduzione adattativa della salienza del cibo, fenotipo restrittivo/anedonico, fenotipo di attivazione/agitazione, spostamento verso ricompense non alimentari e non risposta centrale. Il progetto potrà contribuire allo sviluppo di strategie di monitoraggio personalizzate e a un uso più sicuro e mirato delle terapie incretiniche nell’obesità.

Tutor: Antonio Cutruzzolà Dottorando: Non presente
Innovazione nella presa in carico assistenziale delle patologie croniche

Le malattie infiammatorie intestinale (IBD) stanno aumentando nella loro incidenza e prevalenza a livello globale, colpendo in Europa oltre 2,2 milioni di persone. Negli ultimi 20 anni le IBDsi stanno manifestando come importanti condizioni croniche debilitanti ad elevato impatto socio-economico. Infatti, colpiscono prevalentemente la popolazione attiva: persone con età tra 20 e 30 anni per il morbo di Crohn etra 30 e 40 anni per la colite ulcerosa. Conseguentemente, le IBD hanno anche un impatto sui costi sanitari non indifferente, paragonabili a quelli per alcune patologie neoplastiche. Anche se le nuove terapie, che mirano ad alterare la storia naturale della malattia,migliorano i sintomi e gli esiti complessivi delle IBD, molti soggetti affette da queste malattie hanno una importante compromissione della loro qualità della vita (QoL), con effetti psicologici negativi. Infatti, nella popolazione affetta da IBD, tassi molto elevati di ansia, stress e depressione sono comuni rispetto alla popolazione sana. La letteratura riporta che ansia e depressione possono influenzare negativamente il decorso naturale della malattia, con più frequenti riacutizzazioni, maggiore aggressività, ed aumento delle riospedalizzazioni.Per tali motivi, l’IBD rappresenta una sfida per la salute pubblica mondiale.
Nei soggetti che soffrono di malattie croniche, il counseling infermieristico hadimostrato di incrementare diversi outcomedei pazienti (es. QoL), ma queste evidenze sono ancora scarse quando si parla di IBD. Inoltre, esistono poche evidenze, anche nell’ambito delle malattie croniche, sull’efficacia del counseling infermieristico effettuato per via remota. La via remota, ad esempio tramite videochiamata, potrebbe essere particolarmente utile per i pazienti che vivono lontano dai centri per il trattamento e la cura delle IBD.
Scopo del presente progetto è di sviluppare un programma di couseling infermieristico effettuato da remoto per le persone affette da IBD e di valutarne l’efficacia sia su variabili relative alla progressione della malattia, sia su variabili relative al benessere psicologico (QoL, stress, ansia, depressione).
 

Tutor: Patrizia Doldo Dottorando: Non presente
Integrazione delle tecnologie digitali nell'autotrapianto dentale: sviluppo e validazione di un protocollo clinico standardizzato mediante pianificazione virtuale tridimensionale, guide chirurgiche e repliche stereolitografiche del dente donatore

L'autotrapianto dentale (ATD) consiste nel riposizionamento di un dente estratto – generalmente un premolare o un terzo molare parzialmente erotto – in un sito ricevente adeguatamente preparato all'interno dello stesso paziente. Rispetto alle tradizionali protesi fisse o agli impianti osteointegrati, l'ATD offre il vantaggio unico di preservare l'integrità del legamento parodontale (LPD), mantenendo la propriocezione alveolare, la capacità di rimodellamento osseo e la possibilità di una risposta biologica adattativa nel tempo. La letteratura scientifica riporta tassi di sopravvivenza a 5 anni compresi tra il 74% e il 95%, con ampie variazioni legate a fattori tecnici e biologici. Tra le cause principali di insuccesso si annoverano: la riassorbimento radicolare infiammatorio o sostitutivo, la necrosi pulpare non trattata, il trauma meccanico del LPD durante la manovra estrattiva, l'incongruenza morfologica tra dente donatore e sito ricevente, e il prolungato tempo extraorale durante la procedura. L'avvento delle tecnologie digitali in odontoiatria – in particolare la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT), la modellazione tridimensionale (CAD/CAM), la prototipazione rapida mediante stampa 3D e il software di pianificazione virtuale – offre oggi strumenti inediti per superare molte di queste criticità, riducendo la variabilità operatore-dipendente e aumentando la predicibilità clinica dell'ATD.

L'ipotesi centrale del presente progetto è che l'integrazione sistematica di un flusso di lavoro digitale completo – comprendente pianificazione virtuale preoperatoria su CBCT, fabbricazione di guide chirurgiche per la preparazione del sito ricevente e produzione di repliche stereolitografiche del dente donatore per la verifica intraoperatoria dell'adattamento – consenta di ridurre significativamente il tempo extraorale del dente donatore, migliorare la congruenza morfologica tra donatore e sito ricevente, standardizzare la tecnica chirurgica e incrementare i tassi di successo clinico e radiografico a medio termine (12 e 24 mesi).

Obiettivi specifici:

1) Sviluppare e descrivere un protocollo digitale integrato per l'ATD articolato nelle seguenti fasi: (a) acquisizione CBCT del sito donatore e ricevente; (b) segmentazione tridimensionale e sovrapposizione virtuale del dente donatore nel sito ricevente mediante software dedicati (es. Simplant, coDiagnostiX o equivalenti); (c) progettazione e stampa di guide chirurgiche mucosupportate per la preparazione del'alveolo ricevente; (d) fabbricazione di una replica stereolitografica del dente donatore in resina biocompatibile per la verifica preoperatoria dell'adattamento e la riduzione del numero di tentativi di inserimento; (e) documentazione standardizzata dei tempi operatori e intraorali.

2) Condurre uno studio clinico prospettico monocentrico su pazienti adulti candidati all'ATD, confrontando gli esiti clinici e radiografici del protocollo digitale integrato (gruppo sperimentale) rispetto alla tecnica convenzionale senza ausili digitali (gruppo controllo), con follow-up a 6, 12 e 24 mesi.

3) Valutare quantitativamente i seguenti outcome primari e secondari: (a) tempo extraorale totale del dente donatore (outcome primario); (b) vitalità pulpare e/o risposta endodontica post-operatoria valutata mediante test di sensibilità e CBCT; (c) stato del LPD e presenza/assenza di riassorbimento radicolare infiammatorio o sostitutivo a 12 e 24 mesi; (d) stabilità implantare primaria e secondaria valutata con analisi della frequenza di risonanza (RFA); (e) livello osseo crestale peri-dentale misurato su CBCT seriale; (f) soddisfazione del paziente mediante questionari validati (VAS, OHIP-14).

4) Analizzare la riproducibilità e l'accuratezza del flusso digitale, valutando la discrepanza tridimensionale tra la posizione pianificata virtualmente e quella effettivamente ottenuta mediante sovrapposizione CBCT pre e postoperatoria, al fine di quantificare l'errore di trasferimento del piano digitale in clinica.

5) Elaborare e disseminare linee guida cliniche operative standardizzate – corredate da un algoritmo decisionale per la selezione dei casi e la scelta del flusso digitale più appropriato – applicabili in contesti clinici universitari e ospedalieri.

Lo studio adotterà un disegno prospettico controllato. Saranno arruolati pazienti adulti (≥ 18 anni) con indicazione all'ATD afferenti all'Unità Operativa di Chirurgia Orale e/o Odontoiatria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di riferimento. I criteri di esclusione comprenderanno: patologie sistemiche scompensate, terapia anticoagulante non bilanciata, gravidanza, terapia radiante al distretto cervico-facciale e rifiuto del consenso informato. Tutti i pazienti del gruppo sperimentale seguiranno il protocollo digitale integrato descritto. Le acquisizioni CBCT saranno eseguite con parametri standardizzati (FOV 8×8 cm, 0,2 mm voxel). Le guide chirurgiche e le repliche stereolitografiche saranno prodotte mediante stampante 3D a luce UV con resine biocompatibili certificate (ISO 10993). L'analisi statistica prevederà test del chi-quadro, t-test indipendente o Mann-Whitney a seconda della distribuzione delle variabili, con livello di significatività α = 0,05, e analisi della sopravvivenza con curve di Kaplan-Meier.

Tutor: Amerigo Giudice Dottorando: Non presente
DIGITAL-INS: Ottimizzazione della titolazione insulinica con strumenti digitali innovativi in pazienti con diabete mellito di tipo 2

In Italia vi sono circa 5 milioni di persone con diabete di cui il 90% con diabete di tipo 2. La prevalenza in Italia del diabete è di circa 6% mentre in Calabria è 8%. Il 30% delle persone con diabete di tipo 2 utilizza la terapia insulinica iniettiva per la gestione della patologia. Il valore medio dell’emoglobina glicata (HbA1c), che è l’indicatore del compenso glicemico, è al di sopra del valore ideale del 7% in coloro che utilizzano insulina, nonostante l’insulina possa essere somministrata a dosi crescenti in base al valore della glicemia. Un valore di HbA1c >7% si associa a sviluppo di complicanze a lungo termine quali la nefropatia, la retinopatia, la malattia cardiovascolare e la neuropatia. La HbA1c alta si associa anche a complicanze acute quali grave iperglicemia ed ipoglicemia che causano aumento di richieste di visite urgenti presso gli ambulatori di diabetologia e ricoveri ospedalieri, soprattutto accessi in pronto soccorso.  Le modifiche delle dosi di insulina possono essere su base settimanale ma anche giornaliera, esse sono descritte come ‘Titolazione’ dell’insulina. La titolazione dell'insulina rappresenta una fase critica nella gestione della malattia, spesso ostacolata da barriere legate alla complessità del monitoraggio, alla scarsa aderenza e alla paura dell’ipoglicemia. L’adozione di strumenti digitali come Smart Pen per insulina e Applicazioni mobili (App) dedicate può migliorare il processo di titolazione attraverso una maggiore automazione, feedback in tempo reale e supporto decisionale personalizzato.

Gli obiettivi della ricerca sono duplici: 1. Sviluppare un eco-sistema digitale che integri penne intelligenti che iniettano insulina (le penne sono già disponibili ed utilizzate da tutti i pazienti in terapia insulinica) ed App annessa per agevolare la titolazione dell’insulina da parte del paziente stesso previa impostazione della App stessa da parte del personale medico. Una penna intelligente è una penna che consente di trasferire informazioni ad un altro dispositivo digitale (App) via Bluetooth quali tempo di somministrazione dell’insulina e dosi. La App affinché possa fornire informazioni accurate sulla dose di insulina che il paziente somministrerà sarà integrata con dispositivi per il monitoraggio della glicemia su sangue capillare (glucometro tradizionale) oppure sistemi per il monitoraggio in continuo della glicemia. L’ecosistema sarà personalizzato per ogni singolo paziente poiché nella fase di progettazione saranno raccolte informazioni individuali sullo stile di vita attraverso sensori dedicati (es attività fisica e assunzione di cibo) e informazioni cliniche registrate dal medico. La tecnologia utilizzata per costruire l’ecosistema sarà quella del Digital Twin. Il Digital Twin è un modello digitale dinamico che integra dati reali e modelli computazionali per rappresentare, simulare e prevedere il comportamento di un sistema reale nel tempo. Il Digital Twin può essere inteso come una sorta di ‘avatar digitale’ adattabile a contesti reali individuali inevitabilmente diversi nelle realtà giornaliere ma ripetitivi nel lungo termine.

Il secondo obiettivo sarà quello di valutare, in un campione pilota, l’efficacia e la sicurezza dell’ecosistema in soggetti con diabete di tipo 2 in trattamento insulinico. Gli endpoints dello studio saranno valore modifica della HbA1c, numero di episodi di ipoglicemie ed iperglicemia definiti rispettivamente come valori di glucosio <70 mg/dl e >250 mg/dl. Inoltre saranno somministrati dei questionari PROs (Patient Reported Outcomes) per valutare la accettazione da parte della persona con diabete e questionari sulla paura della Ipoglicemia ed aderenza terapeutica. 

Conclusioni: Il progetto intende dimostrare che l’impiego di tecnologie digitali avanzate ed integrate, unitamente alla tecnologia del Digita Twin, può migliorare il controllo glicemico, la qualità di vita e l’esperienza del paziente, offrendo un nuovo paradigma per la gestione personalizzata del diabete di tipo 2.

Tutor: Concetta Irace Dottorando: Non presente
Studio del resistoma e viruloma di isolati clinici MDR correlato al microbiota umano

La comparsa di agenti patogeni resistenti, quali lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), Acinetobacter baumannii, Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi, Klebsiella pneumoniae resistente alle cefalosporine di terza generazione, Escherichia coli resistente alle cefalosporine e Pseudomonas aeruginosa resistente ai carbapenemi — è stata classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una priorità elevata o critica per lo sviluppo di nuovi antibiotici. La resistenza agli antimicrobici (AMR) si sviluppa attraverso la selezione di geni che consentono ai microrganismi di sopravvivere e riprodursi, determinando la persistenza di ceppi resistenti. Questa resistenza deriva da mutazioni genetiche e dal trasferimento genico orizzontale. Inoltre, l’uso diffuso di antibiotici negli ospedali, nella popolazione generale e in agricoltura ha accentuato la pressione selettiva, favorendo la selezione di patogeni resistenti. Le stime suggeriscono che entro il 2050 la resistenza agli antibiotici causerà quasi 10 milioni di decessi all'anno. Poiché l'AMR aumenta la probabilità di fallimento terapeutico, recidive, degenze ospedaliere prolungate e esiti clinici peggiori, il trattamento di queste infezioni rappresenta una sfida clinica significativa.

Di conseguenza, determinare il resistoma ed il viruloma antimicrobico correlato al  microbiota gastrointestinale umano è di fondamentale importanza per valutare il trasferimento dei geni di resistenza tra i microrganismi intestinali. Il microbiota intestinale, che svolge un ruolo vitale per il benessere generale dell’ospite, è costituito principalmente da cinque grandi phyla che formano una comunità microbica distinta e complessa. La composizione di questo microbiota varia significativamente da individuo a individuo a causa di fattori genetici e ambientali, tra cui abitudini quotidiane, modelli alimentari, stato di salute, farmaci e uso di prebiotici e probiotici. Tuttavia, questo serbatoio cruciale di geni di resistenza agli antibiotici può essere alterato da cambiamenti nella dieta, stress e uso di farmaci. Ciò porta a una disbiosi microbica, che esercita effetti dannosi sulla salute e riduce la resistenza alla colonizzazione da parte di agenti patogeni.

Il presente studio mira a eseguire una caratterizzazione genomica completa degli isolati clinici circolanti nel nostro ospedale universitario, con un'attenzione specifica ai determinanti genetici della resistenza antimicrobica e della virulenza in correlazione con la disbiosi e/o l'eubiosi intestinale. Questa ricerca sarà condotta su isolati clinici ottenuti da pazienti in condizioni critiche ricoverati presso l'ospedale universitario di Catanzaro.

Tutor: Angela Quirino Dottorando: Non presente
Impatto della terapia anticoagulante orale nelle nuove modalità d’uso ed outcome: impatto sul reimbursement e sanità pubblica

Negli ultimi anni la terapia anticoagulante orale ha subito un enorme cambiamento grazie all’entrata in commercio di farmaci anticoagulanti “diretti” che non necessitano del monitoraggio dello stato coagulativo del paziente. Questo ha comportato una conseguente riduzione significativa dei pazienti che ricevono una terapia con farmaci dicumarolici.

In questo contesto, esistono delle categorie di pazienti che ancora sono obbligate per patologie sottostanti (es. insufficienza renale) oppure per devices impiantati (es. protesi valvolari cardiache di tipo meccanico) ad assumere, ancora oggi, questa terapia “tradizionale”.

D’altro canto, l’evoluzione nell’utilizzo di questa terapia ha subito degli anni numerosi cambiamenti a favore di un miglioramento della qualità di vita dei pazienti ma ciononostante, spesso, la terapia con warfarin, viene oggi vista come una terapia “del passato”.

I nuovi protocolli a trattamento anticoagulante ridotto nonché le strategie di “self-measurement” e “self-management” impattano significativamente sul miglioramento di un outcome hard dei pazienti non riuscendo però ad entrare in maniera diffusa nel real world della gestione della terapia anticoagulante orale; nonché non rientrano nelle strategie giudicate rimborsabili dal sistema sanitario nazionale.

Pertanto, obiettivi del progetto di ricerca sono: 1) valutare l’impatto di una terapia anticoagulante ridotta in casi selezionati di pazienti afferenti a specifici protocolli internazionali per tale monitoraggio, nonché pazienti il cui device impiantato permetta tale riduzione dell’INR valutando il rapporto rischio emorragico/pro-trombotico 2) valutare l’impatto di un supporto nutrizionale specifico legato ad un introito costante di vitamina K in pazienti in terapia anticoagulante orale valutando la stabilita del time in therapeutic range 3) testare in efficacia clinica ma anche in rapporto costo/beneficio dell’impiego del monitoraggio self-management per giudicarne l’impatto sulla qualità della vita nonché sul rapporto di costo-efficacia al fine di raggiungere un giudizio per la rimborsabilità del percorso individualizzato da parte dell’SSN.

Lo studio sarà condotto presso l’Unità di Cardiochirurgia di Città di Lecce Hospital, convenzionata con la scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. I soggetti saranno arruolati sia tra i pazienti che accedono alla suddetta Unità che tra i pazienti che accedono alla terapia anticoagulante attraverso i centri TAO territoriali regionali ed extraregionali.

Tutor: Giuseppe Santarpino Dottorando: Non presente
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