Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro
Scuola Dottorati
Scuola Dottorati
Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro

Dottorato in

Scienze Mediche, Preventive E Della Nutrizione Per La Salute E La Longevità

Coordinatore Aida Bianco Igiene generale e applicata a.bianco@unicz.it

Il Corso di Dottorato intende principalmente promuovere le attività di ricerca avanzata e l’acquisizione di competenze per potenziare la trasformazione dei risultati ottenuti dalla ricerca di base in applicazioni che permettano di migliorare ed implementare i metodi di prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie al fine di promuovere la salute e ritardare la comparsa di fragilità nell’anziano favorendo la longevità in salute. Gli obiettivi formativi saranno orientati a rendere il legame tra ricerca di base e medicina ancora più stretto, accorciando i tempi necessari per portare i risultati della ricerca nella pratica, sfruttando fino in fondo le ipotesi suggerite dalla scienza. Si darà ampio spazio alla ricerca di laboratorio (benchside), all'applicazione dei risultati della ricerca “al letto del paziente” (bedside) e al dialogo con la comunità (community) con l'obiettivo di combinare competenze, tecnologie innovative e infrastrutture per migliorare aspetti chiave della medicina, quali prevenzione, diagnosi e terapia.
Particolare attenzione sarà, inoltre, posta alla formazione nell’area della ricerca di modelli biologici sempre più indicativi per parametri e biomarcatori predittivi, prevedendo il continuo affinamento del modello preclinico attraverso la revisione critica e l’uso corretto e ponderato del risultato di salute. Pertanto, il corso di Dottorato sarà finalizzato a formare figure di dottori di ricerca che abbiano una comprensione completa delle scienze mediche, preventive e della nutrizione con applicazione nelle diverse specialità, di area medica, chirurgica e di sanità pubblica che siano capaci di produrre nuove evidenze nell’ottica di favorire la transizione dalla “cura della malattia” al "mantenimento della salute". Sarà promossa l’acquisizione di competenze per una “valutazione di precisione” che consenta di verificare in modo accurato i fattori di rischio e di suscettibilità nei confronti di alterazioni che predispongono allo sviluppo o al mantenimento di un determinato disturbo. Si intende, inoltre, stimolare un’attenzione sempre maggiore alla comprensione e considerazione globale dell’individuo, che consentirà ai giovani partecipanti di acquisire la ability to cope, così da poter affrontare le attuali sfide di sostenibilità dei sistemi sanitari, realizzando progetti di ricerca clinici, preclinici e/o traslazionali, nell'ambito delle scienze mediche, chirurgiche e di sanità pubblica. Saranno, inoltre, previsti approfondimenti sulle attività nel campo della gestione della ricerca di base, epidemiologica e sperimentale, con un focus specifico su disegni di studio innovativi (es. umbrella trial e basket trial), della gestione della conoscenza dei sistemi di ricerca europei e internazionali, della valorizzazione e disseminazione dei risultati, dell'accesso aperto ai dati e ai prodotti della ricerca, dei principi fondamentali di etica, uguaglianza di genere e integrità. I dottorandi saranno coinvolti in attività di terza missione orientate al public engagement nell’ottica della valorizzazione e del trasferimento delle evidenze scientifiche, in una concezione più attuale che include iniziative dal valore socioculturale ed educativo attraverso l’impiego dei nuovi social media, attesa la crescente consapevolezza dell’opportunità di operare, anche in ambito accademico, con un approccio e una visione ispirate all’innovazione.


  • Ciclo: XLII
  • Anno Accademico: 2026/2027
  • Area: Area biomedica-farmacologica
  • Posti disponibili: 8
  • Durata: 3 Anni
  • Dipartimento: DSMC
  • Bando: Link al Bando

Contatti:

Segreteria Scuola Dottorati: Dott.ssa Maria Rita Putrone

Tel: +39 (0961) 3694239

E-mail: scuoladottorati@unicz.it 

Coordinatore
Aida Bianco
a.bianco@unicz.it
Attività / Docente Anno Semestre CFU/ORE Periodo
PRECISION MEDICINE: THE CASE OF SEX-RELATED DIFFERENCES IN DEVELOPMENT OF CARDIOVASCULAR DISEASE IN SUBJECTS WITH PREDIABETES AND TYPE 2 DIABETES
Primo 8

 

LA MEDICINA DI PRECISIONE NELLE MALATTIE VASCOLARI
Primo 8

 

ASPETTI MOLECOLARI, FISIOPATOLOGICI E BIOUMORALI DELLE PRINCIPALI MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE E INFIAMMATORIE (CARDIOVASCOLARI E METABOLICHE) AGING CORRELATE
Secondo 16

 

IL PERCORSO DI UNA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA
Primo 40

 

IL PERCORSO DI UNA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA
Secondo 40

 

IL PERCORSO DI UNA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA
Terzo 40

 

RUOLO DELL’APPARATO GASTRO-ENTERICO NELLE PATOLOGIE CARDIO- METABOLICHE: DALLA PATOGENESI ALLE APPLICAZIONI TERAPEUTICHE
Secondo 4

 

UTILIZZO TEORICO E PRATICO DEI SOFTWARE PER L’ANALISI GENETICA ASSOCIATIVA SU LARGA SCALA (GWAS)
Primo 24

 

LETTURA CRITICA E ANALISI DEI DATI NELLA RICERCA METABOLICO-NUTRIZIONALE
Primo 8

 

STATISTICA BIOMEDICA
Primo 8

 

STATISTICA BIOMEDICA
Secondo 8

 

STATISTICA BIOMEDICA
Terzo 8

 

LA RICERCA APPLICATA ALLA MEDICINA PREDITTIVA E DI PRECISIONE NELLA PATOLOGIA CERVICO- MAXILLO-FACCIALE
Secondo 8

 

IMPLEMENTATION SCIENCE: INDIVIDUARE FACILITATORI E BARRIERE ALL’ADOZIONE DI PRATICHE EVIDENCE-BASED PER LA SALUTE E LA LONGEVITÀ
Terzo 4

 

METODOLOGIE DELLA RICERCA DI SANITÀ PUBBLICA: EVIDENCE- BASED PUBLIC HEALTH
Secondo 8

 

GENETICA UMANA, PROGNOSI CLINICA E MEDICINA DI PRECISIONE
Terzo 8

 

DIFESA DI DISPOSITIVI MEDICI INTERCONNESSI IN AMBITO SANITARIO TRAMITE L'APPLICAZIONE DI STRATEGIE AVANZATE DI CYBERSECURITY
Secondo 8

 

MOTORI DI RICERCA E SOCIAL NETWORKS PER RICERCHE BIBLIOGRAFICHE
Primo 8

 

ONE HEALTH E MALATTIE INFETTIVE
Primo 8

 

ETICA E LEGISLAZIONE SANITARIA
Terzo 8

 

Data Titolo
Alimenti funzionali e nutraceutici efficaci nella prevenzione delle malattie metaboliche e muscoloscheletriche

Le malattie metaboliche e muscoloscheletriche rappresentano una delle principali sfide per la salute pubblica, a causa della loro crescente diffusione e del forte impatto sulla qualità della vita e sui costi sanitari. Condizioni come obesità, dislipidemia, steatosi epatica non alcolica, sarcopenia e osteoporosi sono spesso associate a processi infiammatori cronici, stress ossidativo e alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico. In questo contesto, la nutrizione riveste un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel supporto terapeutico di tali patologie. Il presente progetto di dottorato si propone di sviluppare e valutare un modello nutrizionale innovativo basato sull’impiego combinato di alimenti funzionali calabresi e nutraceutici, con l’obiettivo di migliorare il metabolismo glico-lipidico, supportare la salute cardiovascolare e prevenire le complicanze croniche legate all’invecchiamento, in particolare sarcopenia e osteoporosi. L’intervento nutrizionale prevede l’integrazione, all’interno di una dieta equilibrata, di un succo di mirtilli biologico ad elevato contenuto di polifenoli e antiossidanti, associato a un nutraceutico contenente amminoacidi e vitamine specificamente formulato per il supporto della salute muscolare e ossea. Grazie all’elevata concentrazione di composti bioattivi, il succo di mirtilli potrebbe contribuire al miglioramento del metabolismo glucidico e lipidico, alla riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione cronica di basso grado, nonché al supporto della funzionalità epatica. Parallelamente, il nutraceutico a base di amminoacidi e vitamine mira a preservare la massa muscolare e la densità ossea, contrastando i processi di sarcopenia e osteoporosi frequentemente associati all’invecchiamento. Questa strategia integrata intende promuovere un invecchiamento sano e di successo, migliorando la qualità di vita della popolazione e contribuendo, al contempo, alla riduzione dei costi sanitari associati alle malattie metaboliche e muscoloscheletriche. Inoltre, l’utilizzo di prodotti funzionali di origine locale rappresenta un’opportunità per valorizzare le risorse agroalimentari del territorio e sostenere l’economia locale attraverso lo sviluppo di filiere nutraceutiche innovative.

Tutor: Arturo Pujia Dottorando: Non presente
Epidemiologia e meccanismi molecolari dell’obesità osteosarcopenica: individuazione di possibili target terapeutici

L'obesità e l'osteosarcopenia sono condizioni multifattoriali che condividono diverse alterazioni metaboliche e infiammatorie. L'associazione tra eccesso di grasso corporeo, perdita di massa muscolare e riduzione della densità ossea è stata recentemente riconosciuta come un importante predittore di fragilità, ridotta qualità di vita e aumento del rischio cardiovascolare. Tuttavia, i meccanismi metabolici e cardiovascolari coinvolti non sono ancora completamente caratterizzati. Il progetto ha come obiettivi quelli di valutare la prevalenza dell'osteosarcopenia in soggetti obesi attraverso un'indagine epidemiologica che permetterà di stimare la prevalenza di questa condizione e di identificare i gruppi più a rischio all'interno della popolazione studiata.
Inoltre, il progetto si propone di caratterizzare il metabolismo cardiovascolare e osseo nei pazienti affetti da obesità e osteosarcopenia, tramite l'analisi di specifici biomarcatori come adiponectina, leptina e marcatori del turnover osseo (riassorbimento e formazione), oltre a proteine coinvolte nel metabolismo lipidico e glucidico. Questo approccio consentirà di identificare alterazioni metaboliche specifiche e potenziali indicatori di rischio. 
In parallelo, sarà condotto uno studio in vitro su cellule di adipociti, miociti e osteoblasti. Le cellule saranno coltivate in condizioni di lipotossicità, insulino-resistenza e infiammazione cronica, simulando così l'ambiente obesogenico e osteosarcopenico. Le analisi sperimentali includeranno la valutazione della vitalità, proliferazione e differenziazione cellulare, unitamente allo studio dei biomarcatori metabolici e infiammatori. Inoltre, il cross-talk tra i diversi tipi cellulari verrà analizzato mediante co-colture al fine di mimare le interazioni paracrine tipiche delle condizioni patologiche osservate in vivo. Questo progetto permetterà di comprendere i meccanismi patogenetici alla base della condizione e individuare possibili target per interventi terapeutici mirati.

Tutor: Tiziana Montalcini Dottorando: Non presente
Applicazioni del C-Peptide insulinico nella medicina rigenerativa del tessuto cardiaco post-ischemico e nelle patologie da accumulo

La cardiomiopatia amiloide da transtiretina (ATTR-CM) e il danno ischemico miocardico condividono meccanismi patologici comuni che contribuiscono alla disfunzione e al rimodellamento del tessuto cardiaco. Sebbene si tratti di condizioni distinte, entrambe sono caratterizzate da stress ossidativo, infiammazione cronica, fibrosi e disfunzione mitocondriale. Nell’ATTR-CM, la deposizione extracellulare di fibrille amiloidi derivate dalla transtiretina (TTR) determina ispessimento delle pareti ventricolari e rigidità miocardica. La TTR è una proteina tetramerica sintetizzata principalmente dal fegato e coinvolta nel trasporto della tiroxina e del retinolo, quest’ultimo mediato dalla Retinol Binding Protein 4 (RBP4). In condizioni di steatosi epatica e obesità, i livelli plasmatici di RBP4 aumentano significativamente, con potenziale saturazione dei siti di legame della TTR e destabilizzazione del tetramero, favorendo l’aggregazione amiloide. Parallelamente, il danno ischemico acuto induce necrosi, infiammazione e attivazione di vie pro-fibrotiche che compromettono la funzionalità cardiaca residua. Il C-peptide, frammento della proinsulina co-secreto con l’insulina, ha mostrato effetti protettivi nel miocardio ischemico attraverso la riduzione dello stress ossidativo, la modulazione dell’infiammazione e la promozione della sopravvivenza cellulare rendendolo un candidato potenziale per modulare indirettamente i processi alla base della ATTR-CM. Il presente progetto mira a indagare il potenziale del C-peptide nel proteggere il tessuto cardiaco, con particolare attenzione sia ai meccanismi di danno ischemico che all’interazione patologica tra RBP4 e TTR. A tal fine, verrà indotta steatosi in epatociti per stimolare l’aumento di RBP4 e TTR, valutando successivamente gli effetti del mezzo condizionato sui cardiomiociti in termini di infiammazione, fibrosi e apoptosi. L’efficacia del C-peptide sarà analizzata in parallelo, esaminandone la capacità di modulare l’interazione RBP4-TTR, promuovere rigenerazione cellulare e influenzare la localizzazione subcellulare delle proteine in modelli basati su cellule primarie. Infine, il progetto include la valutazione degli effetti del C-peptide in un modello di ischemia cardiaca, al fine di determinare l’azione protettiva sulla risposta infiammatoria e sul rimodellamento del miocardio.

Tutor: Tiziana Montalcini Dottorando: Non presente
BERGAMEL: Marmellata di Bergamotto funzionale per migliorare il profilo metabolico e ridurre l’accumulo di grasso intraepatico

La Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease (MASLD) rappresenta una delle principali patologie metaboliche emergenti a livello globale ed è strettamente associata a obesità, insulino-resistenza e diabete mellito di tipo 2. La malattia è caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso a livello epatico, che può evolvere verso forme più severe di danno epatico e aumentare il rischio cardiovascolare e metabolico. In questo contesto, cresce l’interesse verso strategie nutrizionali innovative basate su alimenti funzionali ricchi di composti bioattivi in grado di modulare il metabolismo glucidico e lipidico. Il progetto BERGAMEL mira allo sviluppo di una marmellata funzionale a base di bergamotto calabrese, ottenuta valorizzando sia la polpa che la buccia del frutto, naturalmente ricche di molecole antiossidanti e composti bioattivi. L’obiettivo principale del progetto è valutare il potenziale effetto metabolico di questo alimento funzionale nel migliorare la risposta glicemica post-prandiale e nel ridurre l’accumulo di grasso intraepatico nei soggetti affetti da MASLD. Gli effetti saranno valutati sia su modelli cellulari di patologa che sull’uomo. Attraverso un approccio traslazionale che integra scienze della nutrizione, tecnologia alimentare e ricerca clinica, BERGAMEL si propone di sviluppare una strategia nutrizionale innovativa e sostenibile per la prevenzione e la gestione delle patologie metaboliche.

Tutor: Yvelise Ferro Dottorando: Non presente
Sviluppo e validazione clinica di una pasta funzionale a base di sorgo per il trattamento nutrizionale della sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile (Irritable Bowel Syndrome, IBS) rappresenta uno dei più comuni disturbi gastrointestinali funzionali, caratterizzato da dolore addominale ricorrente, alterazioni dell’alvo, gonfiore e significativa riduzione della qualità della vita. La patologia è frequentemente associata a disbiosi intestinale, aumentata sensibilità viscerale e alterazioni dell’asse intestino-microbiota, rendendo particolarmente rilevante il ruolo della nutrizione nella gestione dei sintomi. In questo contesto, cresce l’interesse verso strategie alimentari innovative e sostenibili basate su alimenti funzionali in grado di modulare positivamente il benessere gastrointestinale. Il sorgo rappresenta un cereale di elevato interesse nutrizionale grazie al suo contenuto di fibre, composti bioattivi e alla buona tollerabilità gastrointestinale Pertanto, il progetto è finalizzato allo sviluppo e alla validazione clinica di una pasta funzionale a base di sorgo per il trattamento nutrizionale dell’IBS. Gli effetti dell’alimento funzioanle saranno valutati sia attraverso studi preclinici sia mediante interventi clinici sull’uomo, al fine di analizzarne l’impatto sui sintomi gastrointestinali, sulla tollerabilità digestiva e sul profilo metabolico dei soggetti con IBS. Il progetto intende integrare le tecnologie innovative dell’industria agroalimentare calabrese, promuovendo la valorizzazione delle filiere agroalimentari locali, della biodiversità regionale e lo sviluppo di strategie nutrizionali sostenibili a supporto della salute pubblica e dell’economia circolare.

Tutor: Tiziana Montalcini Dottorando: Non presente
PAFUMET – Paniere di alimenti funzionali per la prevenzione delle malattie cardiometaboliche

Le malattie cardiometaboliche rappresentano una delle principali sfide sanitarie a livello globale e sono strettamente associate a insulino-resistenza, obesità addominale, dislipidemia, ipertensione arteriosa e steatosi epatica. Queste condizioni aumentano significativamente il rischio di diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e complicanze metaboliche croniche, evidenziando la necessità di sviluppare strategie preventive e nutrizionali innovative. In questo contesto, cresce l’interesse verso alimenti funzionali ricchi di composti bioattivi in grado di modulare lo stress ossidativo, l’infiammazione e il metabolismo glucidico e lipidico. Il progetto PAFUMET (Paniere di Alimenti FUnzionali efficaci per la prevenzione delle malattie cardio-METaboliche) è finalizzato allo sviluppo di un paniere di alimenti funzionali specificamente progettati per prevenire e gestire i principali fattori di rischio cardiometabolico. Il paniere funzionale comprende: succo di pomodoro biologico naturalmente ricco di licopene; succo di mirtilli ad elevato contenuto di polifenoli; crema di nocciole di Calabria ricca di composti antiossidanti. Gli effetti metabolici di questi alimenti funzionali saranno valutati sia in modelli cellulari di patologia sia nell’uomo, attraverso un approccio traslazionale che integra scienze della nutrizione, tecnologia alimentare, sperimentazione preclinica e ricerca clinica, con l’obiettivo di sviluppare strategie nutrizionali innovative e sostenibili per la prevenzione e la gestione delle patologie cardiometaboliche.

Tutor: Arturo Pujia Dottorando: Non presente
Effetti del C-peptide insulinico nella cachessia oncologica.

La cachessia oncologica rappresenta una delle complicanze più debilitanti del cancro avanzato, caratterizzata da una progressiva perdita di massa e funzione muscolare non completamente reversibile con il supporto nutrizionale. Le vie molecolari coinvolte comprendono l'attivazione della segnalazione proinfiammatoria (IL-6/STAT3, NF-κB), lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale, che conducono a un'aumentata degradazione proteica tramite il sistema ubiquitina-proteasoma. Il C-peptide, noto originariamente come frammento inattivo della proinsulina, ha dimostrato proprietà biologiche autonome, tra cui attività antinfiammatoria, antiossidante e citoprotettiva in diversi modelli di patologie croniche. Tuttavia, il suo potenziale effetto mio-protettivo non è mai stato indagato nel contesto della cachessia tumorale. Il presente progetto si propone di valutare l’effetto protettivo del C-peptide in un modello in vitro di cachessia, costituito da miotubi C2C12 trattati con medium condizionato (CM) derivato da diverse linee cellulari tumorali umane. In particolare, saranno utilizzate Caco-2 (adenocarcinoma colorettale), MG-63 (osteosarcoma) ed HepG2 (epatocarcinoma), selezionate in quanto rappresentative di tumori solidi frequentemente associati a sindromi cachettiche in fase avanzata. Questo approccio consentirà di simulare in vitro un microambiente tumorale complesso e diversificato, valutando l’efficacia del C-peptide nel contrastare l’atrofia muscolare indotta da fattori solubili rilasciati dalle cellule neoplastiche. L’impiego di più modelli tumorali mira inoltre a identificare pattern comuni di risposta muscolare e a verificare la potenziale applicabilità trasversale del C-peptide come agente mio-protettivo in diversi contesti oncologici.

Tutor: Tiziana Montalcini Dottorando: Non presente
Approccio integrato per la valutazione precoce del rischio osteo-sarcopenico e di frattura

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una riduzione della densità minerale ossea (BMD) e da un’alterazione della microarchitettura ossea, che comportano un aumento del rischio di fratture da fragilità. L’attuale standard diagnostico, basato sulla valutazione densitometrica tramite DXA a livello assiale (colonna lombare e femore prossimale), presenta diverse limitazioni in termini di accessibilità, sensibilità predittiva e applicabilità in soggetti con deformità scheletriche, compromissioni funzionali o in particolari fasce d’età. La ricerca si propone di sviluppare un modello predittivo integrato per l’identificazione precoce del rischio osteoporotico, attraverso un approccio multidimensionale che combini strumenti non invasivi e indicatori biologici. In particolare, saranno analizzati: parametri ottenuti dalla bioimpedenziometria (BIA), come l’angolo di fase e gli indici di muscolarità/adiposità, marker indiretti della qualità muscolo-scheletrica, della sarcopenia e dell’obesità osteosarcopenica, condizioni frequentemente associate alla fragilità ossea; la densità minerale vertebrale, femorale e, per la prima volta, costale, valutata mediante DXA, con analisi di correlazione rispetto ai siti assiali standard, per esplorarne la validità e l’applicabilità alternativa; un pannello selezionato di biomarcatori ematici, sia sierici sia cellulari, implicati nei processi di rimodellamento osseo. Lo studio si avvarrà di un archivio fotografico relativo alla postura dei soggetti a rischio aumentato di osteoporosi o con patologia in atto. I dati raccolti saranno analizzati tramite modelli statistici multivariati e tecniche di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di identificare i predittori più rilevanti e costruire un modello multifattoriale di rischio. L’obiettivo finale è sviluppare uno strumento di screening precoce, accessibile e trasferibile nella pratica clinica, per migliorare l’identificazione del rischio e ottimizzare le strategie preventive e terapeutiche. 

Tutor: Tiziana Montalcini Dottorando: Non presente
Pane di Grani Antichi: Un Nuovo Approccio Nutrizionale per la Sindrome del Colon Irritabile

La sindrome del colon irritabile (IBS) è un disturbo gastrointestinale funzionale caratterizzato da dolore addominale, gonfiore e alterazioni dell'alvo, con un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti. L'evidenza scientifica suggerisce che modifiche dietetiche possano influenzare positivamente i sintomi, migliorando la funzione intestinale e riducendo l'infiammazione. Tra gli approcci nutrizionali emergenti, l'uso di grani antichi come la segale (Secale cereale) e il farro (Triticum monococcum) ha mostrato promettenti risultati grazie al loro profilo nutrizionale unico. La segale, particolarmente ricca in fibre solubili e composti bioattivi, promuove la fermentazione batterica nel colon, aumentando la produzione di acidi grassi a corta catena (SCFAs) con effetti antinfiammatori e modulazione della motilità intestinale. Il farro, noto per l'alto contenuto di polifenoli e minerali, contribuisce a una maggiore diversità del microbiota intestinale, favorendo l'equilibrio tra batteri benefici e patogeni. Il progetto mira a valutare l'efficacia di un pane arricchito con grani antichi nel migliorare i sintomi dell'IBS. Dopo una valutazione di palatabilità su volontari, verrà avviato uno studio clinico su pazienti per analizzare i sintomi intestinali, l'infiammazione e il microbiota. In parallelo, studi in vitro su cellule intestinali permetteranno di esplorare gli effetti del pane sulla barriera intestinale, sull'infiammazione e lo stress ossidativo.intracellulare.

Tutor: Arturo Pujia Dottorando: Non presente
Sviluppo di un pane funzionale arricchito con β-glucani d'avena, fitosteroli e chitosano per il trattamento dell’ipercolesterolemia

L’ipercolesterolemia rappresenta uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari. L’approccio terapeutico convenzionale prevede modifiche dello stile di vita e la somministrazione di farmaci ipolipemizzanti. Tuttavia, tali terapie non sono esenti da effetti collaterali, che possono compromettere l’aderenza nel lungo termine, rendendo urgente l’identificazione di strategie nutrizionali complementari efficaci e sostenibili. Numerosi studi hanno evidenziato che il consumo concomitante di fibre di β-glucano da orzo e avena, steroli vegetali, chitosano e polifenoli del tè verde può ridurre significativamente i livelli di colesterolo plasmatico. Una dieta che preveda l’assunzione combinata di queste componenti naturali è definita Portfolio Diet, e ha dimostrato un’efficacia ipocolesterolemizzante con riduzioni del colesterolo LDL fino al 25%. Tuttavia, la complessità della dieta e la scarsa applicabilità nella pratica quotidiana ne limitano la diffusione su larga scala.In questo scenario, l’utilizzo di alimenti di largo consumo come veicolo per ingredienti bioattivi rappresenta un approccio innovativo e sostenibile. Il presente progetto di dottorato si propone di sviluppare un pane funzionale arricchito con β-glucani d’avena, fitosteroli e chitosano, tre componenti noti per la loro capacità di ridurre l’assorbimento intestinale dei lipidi e modulare il metabolismo del colesterolo. Dopo una fase iniziale di valutazione della palatabilità su volontari sani, sarà avviato uno studio clinico randomizzato e controllato su soggetti con ipercolesterolemia lieve-moderata, per valutarne l’effetto sui livelli di colesterolo sierico, sul profilo lipidico e su marker infiammatori associati al rischio cardiovascolare. In parallelo, verranno condotti studi in vitro su cellule intestinali (es. Caco-2 e T84) per analizzare l’impatto del pane funzionale sull’assorbimento del colesterolo, sull’espressione di trasportatori chiave (NPC1L1, ABCG5/G8) e sull’integrità della barriera intestinale. Contestualmente, esperimenti su cellule epatiche (es. HepG2) permetteranno di valutare gli effetti sulla regolazione della sintesi e del metabolismo del colesterolo, mediante l’analisi dell’espressione genica di HMG-CoA reduttasi e del recettore LDL, oltre alla quantificazione del contenuto lipidico intracellulare.

Tutor: Yvelise Ferro Dottorando: Non presente
La malattia venosa cronica nei professionisti della salute: prevalenza, severità, progressione e propensione al trattamento e alla prevenzione

La malattia venosa cronica (MVC) rappresenta una delle patologie vascolari più comuni e trascurate, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulla produttività lavorativa e sulla spesa sanitaria. Tra i fattori di rischio noti, l’immobilità prolungata, la stazione eretta mantenuta per molte ore e le sollecitazioni meccaniche continue sugli arti inferiori giocano un ruolo determinante. Queste condizioni si riscontrano frequentemente tra i professionisti della salute, come medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici sanitari, che svolgono mansioni fisicamente impegnative e spesso in ambienti ad alta pressione. Nonostante ciò, la letteratura scientifica ha finora prestato scarsa attenzione all’epidemiologia e alle caratteristiche cliniche della MVC all’interno di queste categorie professionali. Il presente progetto di ricerca si propone di indagare in maniera sistematica la prevalenza della malattia venosa cronica tra gli operatori sanitari, analizzandone la severità secondo la classificazione CEAP, la sua progressione nel tempo e, in particolare, la propensione al trattamento e all’adozione di misure preventive. Si intende inoltre esplorare il grado di consapevolezza del rischio vascolare e i comportamenti di cura personale messi in atto da soggetti professionalmente dedicati alla cura degli altri, ma spesso poco attenti alla propria salute. I risultati attesi potranno contribuire a colmare un gap conoscitivo rilevante, fornendo evidenze utili per lo sviluppo di programmi di prevenzione vascolare personalizzati, orientati alla promozione del benessere e alla riduzione del rischio occupazionale all’interno dei contesti sanitari. Tale approccio potrebbe favorire un cambio di paradigma nella gestione della salute degli operatori, promuovendo un modello integrato e sostenibile di prevenzione secondaria e medicina del lavoro.

Tutor: Raffaele Serra Dottorando: Non presente
Sviluppo di modelli 3D per comprendere i meccanismi molecolari alla base dei diversi tipi di MASLD

La malattia epatica steatotica associata a disfunzione metabolica (MASLD) è caratterizzata da un accumulo eccessivo di lipidi, principalmente trigliceridi, nel fegato e da componenti della sindrome metabolica, che possono evolvere in cirrosi e carcinoma epatocellulare. Sebbene solide evidenze epidemiologiche colleghino la MASLD alle patologie cardiometaboliche, alcuni importanti fattori di rischio genetici associati a MASLD non sembrano incrementare il rischio cardiovascolare, suggerendo l'esistenza di meccanismi patogenetici distinti. Recenti studi hanno evidenziato come gli indici di adiposità possano influenzare in modo differenziale l'associazione tra varianti genetiche e il contenuto/infiammazione di trigliceridi epatici, permettendo di identificare nuovi loci genetici correlati. Queste osservazioni suggeriscono l'esistenza di almeno due sottotipi di MASLD: uno confinato al fegato, caratterizzato da una maggiore aggressività epatica, e uno sistemico, associato a un incremento del rischio cardiometabolico. Tuttavia, i meccanismi molecolari che determinano queste differenze fenotipiche restano ancora poco chiari. Il progetto si propone di comprendere i meccanismi alla base dei differenti sottotipi di MASLD attraverso lo sviluppo di modelli tridimensionali (3D) di fegato e tessuto adiposo viscerale. Tali modelli permetteranno di simulare le interazioni cellulari, il metabolismo lipidico e i processi infiammatori caratteristici di ciascun sottotipo, favorendo l'identificazione di biomarcatori distintivi e potenziali target terapeutici.

Tutor: Stefano Romeo Dottorando: Non presente
From Vulnerability to-care: programma epidemiologico nazionale di screening, prevenzione e linkage-to-care delle epatiti virali nelle popolazioni vulnerabili

Nonostante i progressi diagnostici e terapeutici degli ultimi anni, le epatiti virali croniche rappresentano ancora oggi un rilevante problema di salute pubblica. In Italia persistono importanti disuguaglianze nell’accesso ai programmi di prevenzione, screening e presa in carico, in particolare tra migranti, anziani fragili, persone istituzionalizzate, detenuti, soggetti socialmente vulnerabili e individui residenti in aree territoriali caratterizzate da limitato accesso ai servizi sanitari. Le popolazioni fragili presentano frequentemente maggior rischio epidemiologico, ridotta adesione ai programmi di screening, ritardo diagnostico e discontinuità assistenziale, contribuendo al mantenimento di un rilevante sommerso diagnostico. In tale scenario emerge la necessità di sviluppare nuovi modelli organizzativi decentralizzati e territoriali, capaci di integrare epidemiologia applicata, screening community-based, linkage-to-care e continuità assistenziale. Il presente progetto si propone di sviluppare e validare un programma epidemiologico nazionale multicentrico finalizzato alla realizzazione di un modello integrato di screening, prevenzione e presa in carico delle epatiti virali nelle popolazioni vulnerabili. Il progetto sarà basato su un approccio multidisciplinare e territoriale, integrando attività di:

  • epidemiologia applicata;
  • screening decentralizzato;
  • raccolta di dati epidemiologici e socio-demografici;
  • valutazione delle barriere assistenziali;
  • implementazione di percorsi facilitati di presa in carico;
  • analisi del linkage-to-care.

Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione della “cascata di cura”, comprendente identificazione del soggetto positivo, conferma diagnostica, referral specialistico, presa in carico clinica e continuità assistenziale. Il progetto mira inoltre a identificare aree territoriali e setting assistenziali caratterizzati da maggiore sommerso diagnostico e maggiore vulnerabilità sanitaria, al fine di sviluppare modelli organizzativi sostenibili e replicabili su scala regionale e nazionale. I dati raccolti consentiranno di ottenere una più accurata caratterizzazione epidemiologica delle popolazioni vulnerabili presenti sul territorio nazionale e potranno contribuire alla futura implementazione di strategie nazionali di prevenzione e screening. Obiettivo primario sarà valutare la fattibilità, l’efficacia e la sostenibilità di un modello nazionale di screening decentralizzato delle epatiti virali nelle popolazioni vulnerabili. Il progetto potrà coinvolgere popolazioni ad aumentata vulnerabilità sanitaria, incluse:

  • migranti e popolazioni mobili;
  • anziani fragili;
  • soggetti residenti in aree territorialmente svantaggiate;
  • persone istituzionalizzate;
  • detenuti;
  • soggetti socialmente vulnerabili;
  • individui con ridotto accesso ai servizi sanitari.

Tutor: Alessandro Russo Dottorando: Non presente
Impatto delle nuove terapie farmacologiche sulla qualità di vita e sull'aspetto funzionale in pazienti anziani affetti da scompenso cardiaco cronico e BPCO

La popolazione geriatrica rappresenta un segmento demografico in continua espansione, caratterizzato da un crescente burden di comorbidità che impattano significativamente sulla qualità di vita e sull’ autonomia funzionale. Lo scompenso cardiaco cronico (SC) e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) rappresentano condizioni paradigmatiche nell’anziano, creando sfide assistenziali significative. La valutazione dell'impatto delle nuove terapie non può prescindere da un approccio multidimensionale che consideri non solo gli outcome clinici tradizionali, ma anche aspetti funzionali correlati alla qualità di vita. Lo scopo del progetto sarà quello di valutare come l’ottimizzazione della terapia medica possa migliorare gli outcomes cognitivo-funzionali e la qualità di vita e come questi siano correlati ai dati bioumorali nel paziente anziano affetto da SC e BPCO. A tale fine i paziente arruolati saranno sottoposti al basale e al follow-up, a valutazione clinica, laboratoristica e a Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMG), gold standard per una valutazione cognitiva e funzionale  del paziente anziano. Nei domini della VMG rientrano: Mini-Mental State Examination (MMSE), per identificare precocemente deficit cognitivi; Geriatric Depression Scale (GDS), per valutare il tono dell’umore; valutazione funzionale attraverso le Activities of Daily Living (ADL) e le Instrumental Activities of Daily Living (IADL) per cogliere informazioni cruciali sull'autonomia del paziente e sulla sua capacità di gestire le attività quotidiane nonchè le proprie terapie farmacologiche; Mini Nutritional Assessment (MNA) per valutare lo stato nutrizionale, spesso compromesso nel paziente anziano multimorbidico; Short Physical Performance Battery (SPPB), per valutare la performance fisica. Parallelamente verranno effettuati il Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ) e il COPD Assessment Test (CAT), strumenti validati per la valutazione della qualità di vita nei pazienti affetti da SC e BPCO rispettivamente. Successivamente le variazioni dei test effettuati saranno correlati con i parametri clinici e bioumorali rilevati. L'evidenze emergenti suggeriscono che l'approccio multidimensionale, supportato da strumenti di valutazione validati, rappresenta la chiave per ottimizzare i benefici delle nuove terapie farmacologiche nella popolazione anziana con SC e BPCO, traducendo l'innovazione terapeutica in outcomes clinicamente significativi per miglioramento della qualità di vita.

Tutor: Angela Sciacqua Dottorando: Non presente
Lipid Droplets e Transizione Epitelio-Mesenchimale: Analisi Funzionale Mediante Spettroscopia Raman Combinata a Sistemi di Microfluidica

Il metabolismo lipidico è un fattore chiave nella progressione del cancro, svolgendo un ruolo cruciale nell’attivare i processi metastatici. Attraverso la riprogrammazione dell’assorbimento, sintesi e degradazione dei lipidi, le cellule tumorali acquisiscono la flessibilità metabolica necessaria per sostenere una rapida proliferazione, migrazione e invasione. L’aumentata sintesi di acidi grassi e la β-ossidazione forniscono componenti essenziali per il rimodellamento delle membrane, la produzione di energia e l’equilibrio redox, tutti aspetti fondamentali durante la disseminazione metastatica. Le lipid droplets (LDs), in particolare, agiscono come riserve di lipidi strutturali e di segnalazione che possono essere mobilitate per soddisfare le richieste metaboliche delle cellule tumorali in microambienti dinamici e spesso ostili. Inoltre, le alterazioni del metabolismo lipidico sono strettamente associate alla transizione epitelio-mesenchimale (EMT), una fase fondamentale della metastasi. Data la sua importanza nel sostenere il fenotipo metastatico, una comprensione più approfondita delle modificazioni delle LDs durante l’EMT è essenziale per svelare i diversi stati metabolici alla base dei processi metastatici. Le variazioni nella composizione, dimensione e distribuzione delle LDs possono riflettere o persino guidare la riprogrammazione dinamica delle cellule tumorali mentre acquisiscono proprietà invasive. Tecniche innovative e prive di marcatori, come la spettroscopia Raman, rappresentano uno strumento potente per indagare tali modificazioni in situ, offrendo informazioni biochimiche ad alta risoluzione senza alterare l’ambiente cellulare.L’obiettivo di questo progetto è indagare il ruolo funzionale delle LDs e le loro modificazioni dinamiche durante la transizione EMT. Integrando la spettroscopia Raman con avanzati sistemi microfluidici, si cercherà di monitorare in tempo reale la composizione, la distribuzione e il comportamento delle LDs in condizioni controllate e fisiologicamente rilevanti. Questo approccio combinato permetterà di seguire le variazioni biochimiche a livello della singola cellula durante il processo di EMT, offrendo una comprensione senza precedenti di come le LDs contribuiscano alla plasticità cellulare, alla riprogrammazione metabolica e al potenziale invasivo. In ultima analisi, il progetto mira a rivelare nuovi collegamenti meccanicistici tra il metabolismo lipidico e la progressione tumorale, aprendo nuove prospettive per interventi terapeutici innovativi.
In questo progetto verrà adottato un approccio multidisciplinare che combina microfluidica, biologia cellulare e tecniche di imaging avanzate. In particolare, si utilizzeranno vasi microfluidici commerciali che verranno rivestiti da un monostrato di cellule endoteliali per mimare la barriera vascolare. Cellule tumorali di diverso fenotipo (epiteliale e mesenchimale) cosi come con differenti livelli di contenuto e composizione LDs verranno introdotte in questi canali microfluidici per studiarne la capacità di transmigrare attraverso lo strato endoteliale, un passaggio chiave nella cascata metastatica. La spettroscopia Raman e la microscopia confocale a fluorescenza saranno utilizzate congiuntamente per analizzare la composizione biochimica e la distribuzione spaziale delle LDs all'interno delle singole cellule tumorali durante e dopo la migrazione. Questo sistema consentirà il monitoraggio in tempo reale e ad alta risoluzione della
dinamica delle LDs in un microambiente fisiologicamente rilevante. Inoltre, verrà attentamente valutato come le differenze nella quantità e composizione molecolare delle LDs influenzino il comportamento cellulare, la capacità invasiva e l’interazione con l’endotelio. Questo approccio fornirà informazioni fondamentali sul ruolo delle LDs nel facilitare la progressione metastatica e potrà contribuire all’identificazione di marcatori metabolici lipidici o vulnerabilità utili per nuovi interventi terapeutici.

Tutor: Luca Tirinato Dottorando: Non presente
Lipid Droplets e Neurodegenerazione: Analisi Funzionale e Biochimica Mediante Spettroscopia Raman in Modelli Neuronali e Gliali

Le malattie neurodegenerative, tra cui la malattia di Alzheimer, sono caratterizzate da un progressivo deterioramento della funzione neuronale associato a stress ossidativo, disfunzione mitocondriale, neuroinfiammazione e alterazioni del metabolismo lipidico. In questo contesto le lipid droplets (LDs), tradizionalmente considerate semplici depositi intracellulari di lipidi neutri, stanno emergendo come organelli dinamici in grado di modulare la risposta allo stress cellulare, l'omeostasi energetica, la lipotossicita' e la comunicazione tra neuroni e cellule gliali. Nei sistemi nervosi sani, la formazione controllata di LDs puo' rappresentare un meccanismo protettivo per sequestrare acidi grassi ossidati o in eccesso; al contrario, un loro accumulo persistente o una composizione lipidica alterata possono contribuire alla vulnerabilita' neuronale, all'attivazione gliale e alla progressione del danno neurodegenerativo.
Comprendere se le LDs siano marcatori, mediatori o elementi compensatori della degenerazione e' quindi fondamentale per identificare nuovi stati metabolici associati alla vulnerabilita' e alla resilienza cellulare. Tecniche innovative e label-free, come la spettroscopia Raman, offrono un'opportunita' unica per studiare tali processi in situ, permettendo di ottenere impronte biochimiche ad alta risoluzione di lipidi, proteine e metaboliti senza alterare l'ambiente cellulare.
L'obiettivo di questo progetto e' indagare il ruolo funzionale delle LDs nei processi neurodegenerativi e definire, mediante spettroscopia Raman, le modificazioni della loro composizione biochimica in condizioni di stress neuronale e gliale.
Il progetto mira a monitorare dimensione, distribuzione, grado di insaturazione lipidica e segnali molecolari associati alle LDs in modelli cellulari fisiologicamente rilevanti, valutando come tali parametri si correlino con neuroinfiammazione, stress ossidativo, accumulo proteico patologico e perdita di vitalita' neuronale. Attraverso l'integrazione della spettroscopia Raman con microscopia confocale, analisi cellulare e molecolare, si intende costruire una mappa funzionale delle LDs durante le diverse fasi del danno neurodegenerativo.
In ultima analisi, il progetto punta a identificare segnali Raman delle LDs utili come marcatori precoci di alterazione metabolica e come possibili indicatori di vulnerabilita' terapeuticamente modulabile.
Il progetto adottera' un approccio multidisciplinare che combina biologia cellulare, spettroscopia Raman, microscopia avanzata e tecniche di biologia cellulare e molecolare. Saranno utilizzati modelli in vitro di neuroni e cellule gliali, inclusi co-colture neurone-astroglia e neurone-microglia, sottoposti a stimoli in grado di riprodurre componenti chiave della neurodegenerazione, quali stress ossidativo, neuroinfiammazione e accumulo di proteine patologiche.
La spettroscopia Raman verra' impiegata per acquisire mappe biochimiche a livello di singola cellula e per caratterizzare le LDs in termini di contenuto lipidico, rapporto tra catene sature e insature, contributo proteico e segnali associati a perossidazione lipidica. L'analisi verra' supportata da algoritmi multivariati e di machine learning, come PCA, clustering e modelli di classificazione, per identificare pattern spettrali associati a stati cellulari sani, stressati o degenerativi. La microscopia confocale a fluorescenza sara'
utilizzata in parallelo per validare distribuzione e abbondanza delle LDs, mentre saggi di vitalita', marcatori di attivazione gliale e analisi dell'autofagia/lipofagia permetteranno di collegare le firme Raman ai meccanismi funzionali.
Questo approccio fornira' informazioni fondamentali sul ruolo delle LDs nella
progressione neurodegenerativa e potra' contribuire all'identificazione di nuovi biomarcatori metabolici e potenziali vulnerabilita' terapeutiche.

Tutor: Luca Tirinato Dottorando: Non presente
Sviluppo e validazione di un formaggio caprino funzionale per la prevenzione ed il trattamento dell’osteosarcopenia

Il progetto è finalizzato alla formazione di una figura professionale altamente qualificata, nonché allo sviluppo e alla validazione di un formaggio caprino funzionale, ottenuto da latte di capra Nicastrese, naturalmente ricco di componenti bioattivi, e alla valutazione comparativa dei suoi effetti rispetto a un formaggio vaccino sul metabolismo muscolo-scheletrico, con particolare riferimento alla prevenzione e trattamento dell’osteosarcopenia. L’iniziativa integra le competenze dell’Università Magna Graecia di Catanzaro con le tecnologie innovative dell’industria agroalimentare calabrese, promuovendo la valorizzazione delle filiere lattiero-casearie locali, della biodiversità zootecnica regionale e lo sviluppo di strategie nutrizionali sostenibili a supporto della salute pubblica e dell’economia circolare.

L’osteosarcopenia è una condizione clinica caratterizzata dalla concomitante compromissione di massa e funzione muscolare e della qualità e densità del tessuto osseo, associata a un aumentato rischio di fragilità, cadute e fratture. Tra i principali fattori modificabili, l’alimentazione riveste un ruolo centrale nella prevenzione e nel supporto nutrizionale della patologia. In particolare, alimenti naturalmente ricchi di componenti bioattivi e inseribili nella dieta abituale rappresentano una strategia sostenibile e potenzialmente più efficace rispetto alla supplementazione isolata. 

In tale contesto, la Calabria presenta un rilevante potenziale nel settore agroalimentare, in particolare nella filiera lattiero-casearia caprina, che costituisce una risorsa strategica per lo sviluppo di alimenti funzionali ad alto valore biologico. Il progetto mira a sviluppare e validare un formaggio caprino funzionale ottenuto da latte di capra Nicastrese, razza autoctona calabrese, naturalmente ricco di acidi grassi polinsaturi (Omega-3, Acido linolenico coniugato (CLA)), polifenoli, minerali e vitamine, e a confrontarne gli effetti con quelli di un formaggio vaccino sul metabolismo muscolo-scheletrico, con particolare riferimento alla prevenzione e al supporto nutrizionale dell’osteosarcopenia. L’iniziativa valorizza le caratteristiche nutrizionali e funzionali della matrice caprina, integrando le competenze scientifiche e produttive presenti sul territorio calabrese in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare. 

Il progetto sarà articolato in quattro fasi:

  • Fase 1: sviluppo e produzione del formaggio caprino funzionale da latte di capra Nicastrese e del formaggio vaccino di riferimento (8 mesi)
  • Fase 2: caratterizzazione chimico-fisica dei prototipi (profilo lipidico, componente fenolica, frazione proteica) e valutazione delle proprietà organolettiche (4 mesi)
  • Fase 3: studio preclinico su modelli di metabolismo muscolare, osseo e osteosarcopenia, con valutazione dei prodotti prima e dopo digestione gastrointestinale simulata in vitro (12 mesi)
  • Fase 4: studio clinico per valutare efficacia e sicurezza del formaggio caprino funzionale rispetto al formaggio vaccino in soggetti con osteopenia e ridotta forza muscolare e/o massa muscolare appendicolare (ASMM) (15 mesi).

Gli obiettivi principali sono:

  • Formare dottorandi con competenze trasversali in ricerca, sviluppo industriale e nutrizione funzionale
  • Sviluppare e validare scientificamente un formaggio caprino funzionale, ottenuto da latte di capra Nicastrese, e valutarne gli effetti comparativi rispetto a un formaggio vaccino sulla salute muscolo-scheletrica.
  • Contribuire al supporto nutrizionale e alla prevenzione e trattamento dell’osteosarcopenia attraverso un approccio food-based sostenibile e integrato nella dieta abituale.
  • Valorizzare e innovare la filiera lattiero-casearia calabrese, promuovendo competitività, trasferimento tecnologico e valorizzazione della biodiversità zootecnica regionale.

Il percorso di dottorato mira a formare una figura altamente qualificata con competenze interdisciplinari in nutrizione clinica, scienze della salute e tecnologia alimentare, applicate allo sviluppo e alla validazione di alimenti funzionali per la salute muscolo-scheletrica. Il dottorando acquisirà competenze nella progettazione, caratterizzazione e ottimizzazione di alimenti funzionali, nell’analisi delle loro proprietà nutrizionali e biologiche e nella valutazione della loro efficacia tramite modelli in vitro e studi clinici. Saranno inoltre approfonditi i meccanismi biologici dell’interazione nutrizione-muscolo-osso, con particolare attenzione all’osteosarcopenia.

Il percorso prevede anche lo sviluppo di competenze trasversali, quali gestione di progetti di ricerca, scrittura scientifica, comunicazione, disseminazione, trasferimento tecnologico e partecipazione a bandi competitivi. 

Tutor: Luca Tirinato Dottorando: Non presente
Stress lavoro-correlato e outcome psichiatrici negli specializzandi medici italiani: studio nazionale multicentrico e validazione del questionario SCOPE

Il progetto prevede la realizzazione di uno studio nazionale multicentrico sugli specializzandi medici italiani, finalizzato alla valutazione dello stress lavoro-correlato, degli outcome psichiatrici associati e alla validazione del questionario SCOPE (Stress, Coping and Empathy Questionnaire).
Lo studio utilizzerà una survey online anonima distribuita su scala nazionale e comprenderà, oltre al questionario SCOPE, strumenti gold standard per la valutazione di burnout, coping, empatia, ansia, depressione, insonnia, fatica e cognitive failures. Saranno inoltre raccolte variabili anamnestiche e socio-ambientali per l’identificazione di possibili fattori predittivi, mediatori e profili di vulnerabilità psicologica.
Il progetto offrirà al dottorando la possibilità di partecipare a tutte le fasi di uno studio epidemiologico multicentrico nazionale: progettazione della survey, gestione del network collaborativo interuniversitario, data management, analisi statistica avanzata e produzione scientifica.
Particolare attenzione sarà dedicata all’acquisizione di competenze in epidemiologia osservazionale, psicometria, validazione di strumenti, metodologia della ricerca e analisi multivariata applicata ai dati psicosociali e clinici. Il progetto potrà inoltre rappresentare un’opportunità di inserimento in collaborazioni scientifiche nazionali e internazionali nell’ambito della salute mentale e del benessere dei professionisti sanitari.

Tutor: Gianfranco Di Gennaro Dottorando: Non presente
AI-Parotid: Sistema predittivo non invasivo per la diagnosi differenziale preoperatoria dei tumori parotidei

I tumori della ghiandola parotide rappresentano circa l'80% delle neoplasie delle ghiandole salivari. Nella grande maggioranza dei casi (circa l'80%) si tratta di formazioni benigne, come l'Adenoma Pleomorfo o il Tumore di Warthin, ma il restante 20% presenta una natura maligna e aggressiva, come il Carcinoma Mucoepidermoide. L'ecstrema eterogeneità istologica rende complessa la diagnosi preoperatoria tradizionale con indagini strumentali quali RMN o TAC con mdc e  agoaspirato (FNAC), esponendo il paziente al rischio di trattamenti demolitivi non necessari o a sotto-trattamenti oncologici. L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei flussi radiologici risponde alla necessità clinica di disporre di una mappatura biologica preoperatoria oggettiva, accurata e non invasiva per distinguere precocemente la benignità dalla malignità.
L'obiettivo principale è sviluppare e validare un sistema di supporto decisionale non invasivo (Software as a Medical Device), basato su Deep Learning e Radiomica avanzata, per la differenziazione preoperatoria automatizzata tra tumori benigni e maligni della parotide. Il sistema mira a elaborare esami di Risonanza Magnetica (RM) multiparametrica per estrarre marker tissutali quantitativi e supportare lo specialista nella scelta della strategia terapeutica più idonea.
Il progetto prevede la creazione di un archivio digitale protetto che raccoglie le risonanze magnetiche dei pazienti. Su ogni esame, un medico esperto disegna con precisione i contorni del tumore in 3D. La certezza sulla reale natura del tumore viene data esclusivamente dall'analisi del tessuto effettuata in laboratorio dopo l'operazione. Un software avanzato analizza poi i dettagli invisibili all'occhio umano all'interno delle immagini, studiando la struttura e le caratteristiche della massa. Per addestrare l'Intelligenza Artificiale in modo equilibrato, vengono utilizzate tecniche matematiche per bilanciare i dati, dato che i tumori benigni sono molto più frequenti di quelli maligni. Il sistema viene infine tarato per ridurre al minimo gli errori, garantendo una precisione superiore al 95% nel riconoscere i tumori maligni e dell'85% nel confermare quelli benigni. Tutto lo sviluppo segue le severe leggi europee sulla sicurezza dei software medici e sulla trasparenza dell'Intelligenza Artificiale
Ci si attende lo sviluppo di un algoritmo validato in grado di classificare le lesioni parotidee con un'accuratezza predittiva complessiva superiore al 90%. Il risultato principale sarà la disponibilità di uno strumento software integrabile nei sistemi RIS/PACS ospedalieri, capace di fornire una stima probabilistica immediata e affidabile sulla natura (benigna o maligna) della patologia esaminata.
L'introduzione di questo sistema basato sull'AI permetterà di ottimizzare la pianificazione terapeutica personalizzata per i tumori della parotide, superando i tassi d'errore della citologia tradizionale. L'accuratezza nella differenziazione preoperatoria consentirà di azzerare i ritardi terapeutici nelle forme maligne, migliorando la qualità di vita del paziente e la gestione delle risorse sanitarie. 

Tutor: Maria Giulia Cristofaro Dottorando: Non presente
Aderenza alle misure di prevenzione e controllo delle infezioni tra gli operatori sanitari per contrastare il burden di infezioni correlate all’assistenza e antimicrobico resistenza

Le infezioni correlate all'assistenza (ICA) e le infezioni causate da patogeni resistenti agli antimicrobici (AMR) rappresentano un significativo onere clinico ed economico per i sistemi sanitari di tutto il mondo. In Italia, queste problematiche sono riconosciute come criticità di salute pubblica e considerate prioritarie a livello nazionale. Tra le strategie più efficaci ed economicamente vantaggiose per ridurre le ICA vi è l'aderenza alle misure di prevenzione e controllo delle infezioni (PCI). Tuttavia, garantire il rispetto costante dei protocolli IPC tra gli operatori sanitari rimane una sfida persistente per i sistemi sanitari.
Per supportare una migliore implementazione di tali misure, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sviluppato diversi strumenti di PCI basati su strategie multimodali che promuovono le migliori pratiche attraverso un potenziamento della cultura della sicurezza e il supporto organizzativo.
Pertanto, questo progetto mira a indagare l'aderenza degli operatori sanitari alle misure PCI e a identificarne i potenziali fattori predittivi. Un ulteriore obiettivo è valutare la fattibilità e l'impatto di interventi multimodali progettati per migliorare l'aderenza alle misure di PCI tra gli operatori sanitari. I risultati offriranno spunti preziosi alle autorità di sanità pubblica e ai decisori politici, supportando decisioni basate sull'evidenza e la definizione delle priorità degli interventi a livello locale, regionale e nazionale per migliorare la conformità ai protocolli di PCI negli ambienti sanitari.

Tutor: Aida Bianco Dottorando: Non presente
Comunità in salute: la prevenzione primaria per la promozione dell’healthy ageing

L'invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide per i sistemi sanitari contemporanei. A livello globale, si stima che entro il 2050 il numero di individui con età ≥60 anni raggiunga 2,1 miliardi, mentre la popolazione ≥80 anni triplicherà rispetto al 2020. In Italia, secondo il Rapporto ISTAT 2025, quasi un quarto della popolazione è anziana e in Calabria le province di Cosenza e Catanzaro figurano tra le più anziane della regione, con un'età media rispettivamente di 46,5 e 46,4 anni. In risposta a questo scenario, l'OMS ha individuato nell'healthy ageing, definito come il processo che consente di sviluppare e mantenere una capacità funzionale tale da garantire il benessere nella tarda età, la principale priorità globale per il decennio 2020-2030. Tale obiettivo acquista particolare rilevanza in un contesto come quello calabrese, caratterizzato da un'elevata prevalenza di patologie cronico-degenerative (diabete, neoplasie, malattie cardiovascolari) riconducibili all'adozione di stili di vita non salutogeni, che rappresentano i principali determinanti modificabili delle traiettorie di invecchiamento. I dati della sorveglianza PASSI 2023-2024 confermano che in Calabria poco più di un terzo della popolazione adulta è fisicamente attivo, un individuo su tre è in sovrappeso e circa il 21% fuma sigarette, con un preoccupante incremento dell'uso di prodotti alternativi tra i giovani. Lo sviluppo di strategie innovative di prevenzione primaria rappresenta, pertanto, una leva essenziale per promuovere traiettorie di invecchiamento sano, agendo sui determinanti modificabili lungo il corso della vita e migliorando la qualità di vita della comunità; la riduzione della domanda di prestazioni sanitarie e il contenimento della spesa sanitaria ne costituiscono un'auspicabile ricaduta sistemica.
Pertanto, questo progetto mira a sviluppare competenze scientifiche e operative per la progettazione, l'implementazione e la valutazione di interventi di prevenzione primaria innovativi, orientati a promuovere l'healthy ageing attraverso un percorso strutturato di cambiamento degli stili di vita che ponga la comunità come protagonista attiva del proprio benessere. Un obiettivo specifico è la definizione di strategie tailor-made e iperlocali, capaci di rispondere alle specificità territoriali, sociali e culturali della comunità calabrese, favorendo la co-progettazione degli interventi e superando i limiti degli approcci tradizionali. I risultati forniranno indicazioni evidence-based alle autorità sanitarie regionali e ai decisori politici, supportando la definizione delle priorità di intervento per il miglioramento dei profili di salute e della qualità di vita della popolazione.

Tutor: Aida Bianco Dottorando: Non presente
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